La salita in notturna sul Miletto, forse la più classica delle escursioni sui monti del Matese. Camminare di notte ha il suo fascino: raggiungere la cima, attendere l’alba. Siamo in serata, è il 12 giugno. La Luna è assente e possiamo godere di un cielo fitto di stelle. Nonostante il periodo, sono giorni in cui il caldo eccessivo ancora tarda. Ci sono tanti venti freschi, in arrivo da Nord-Est, che mantengono la colonnina del termometro al di sotto della media stagionale. È la prima notturna di questa estate e, insieme a Valerio, si va sul Monte Miletto!
La serata è molto ventilata; sperando in una tregua, decidiamo di salire comunque lo stesso. Percorriamo il sentiero 117-8C partendo a mezzanotte dal valico di Sprecavitelli, passando per il Campo dell’Acero. Alle 2:30 siamo in cima, il vento continua a essere incessante.
Dal Miletto, in giornate molto limpide, non è difficile godere di un panorama unico: vedi entrambe le coste, adriatica e tirrenica. Ci ripariamo nei sacchi a pelo, in ciò che resta dell’antico rifugio, in attesa dell’alba, con lo sguardo rivolto al cielo. La Via Lattea è ben visibile a occhio nudo! Stelle cadenti e qualche satellite in movimento ci accompagnano fino all’alba.
Poi lentamente, arrivano le 3:50 e inizia lo spettacolo. Il buio della notte inizia pian piano a lasciar spazio alle prime luci e ai colori dell’alba.
Date le condizioni molto favorevoli, il vento sembra averci dato un grande aiuto nel rendere l’aria molto limpida. Al Miletto ci eravamo saliti tante volte, eppure ci rendiamo di star assistendo a uno spettacolo mai visto prima. Ne è valsa la pena passare qualche ora della notte al freddo e al vento.
L’Adriatico è chiaramente visibile, increspato dal vento, bagna la costa del Gargano; guardando più a Est, ecco anche le isole Tremiti. Fin qui, tutto normale. Ma è prestando attenzione ai dettagli, con lo sguardo che va oltre, che un profilo montuoso si eleva all’orizzonte! sarà la costa balcanica? Forse sì…
Facciamo seguire ulteriori approfondimenti, ci basiamo sull’analisi cartografica, sulla consultazione di dati geografici e sulla verifica delle distanze e delle quote altimetriche. Constatiamo che è possibile formulare questa ipotesi: il promontorio osservato all’orizzonte corrisponde effettivamente a un rilievo della costa croata, identificabile con buona probabilità con il Monte Sveti Jure. Con i suoi 1.762 metri s.l.m., è il punto più alto della catena montuosa del Biokovo e, naturalmente, una delle vette più alte della Croazia.
Diversi elementi ci supportano in questa interpretazione:
- Dalla quota di 2.050 m s.l.m. del Monte Miletto, l’orizzonte geometrico teorico raggiunge circa 160 km. Tuttavia, la notevole elevazione dello Sveti Jure può rendere visibili rilievi situati oltre il normale limite dell’orizzonte. Nel caso specifico, il limite teorico di visibilità reciproca tra i due monti è di circa 314 km, mentre la distanza reale che li separa è di 304 km, rendendo quindi l’osservazione teoricamente possibile.
- Tra la cima del Monte Miletto e il rilievo visibile all’orizzonte si interpone il Monte Cece (697 m s.l.m.), situato nei pressi del lago di Guardialfiera. L’allineamento geografico tra il Monte Miletto, il Monte Cece e il promontorio dello Sveti Jure indica che la linea di osservazione, prolungata oltre il Monte Cece, coincide con la posizione dello Sveti Jure. Considerata la distanza tra i due rilievi (304 km), inferiore al limite teorico di visibilità reciproca (314 km), e in presenza di eccezionali condizioni di limpidezza atmosferica, l’identificazione dello Sveti Jure nel rilievo osservato risulta un’ipotesi teoricamente compatibile.
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- Dalla vetta del Monte Miletto le Isole Tremiti sono chiaramente riconoscibili e presentano un profilo basso e pressoché pianeggiante. Oltre a esse, si distingue un rilievo montuoso decisamente più elevato, il cui profilo risulta compatibile con quello dello Sveti Jure.
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- L’osservazione è stata effettuata il 12 giugno, una data in prossimità del solstizio d’estate, periodo in cui il punto di levata del Sole raggiunge quasi la sua massima escursione verso nord. L’allineamento dell’alba, in questa fase dell’anno, favorisce il confronto tra la direzione del Sole nascente e quella del rilievo osservato. L’analisi degli allineamenti geografici evidenzia che la direttrice tracciata dalla vetta del Monte Miletto verso il rilievo visibile all’orizzonte intercetta l’area corrispondente allo Sveti Jure, rafforzando l’ipotesi in parola.
In conclusione, sulla base di questa esperienza e sull’analisi sopra menzionata, avanziamo l’idea di non escludere la possibilità di osservare la costa della Croazia dalla vetta del Monte Miletto in rarissime congiunture di condizioni atmosferiche e meteorologiche particolarmente favorevoli.
Roberto Fratta – Presidente Matese Nostrum
Valerio Ferrazza – Consigliere Matese Nostrum









