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Terza cima più alta del Matese, 1823 m slm. Il monte Mutria, con un piede in Campania ed uno in Molise, insieme al Miletto ed alla Gallinola tracciano il confine tra le due regioni. La vetta risiede in territorio beneventano, nel comune di Cusano Mutri ed alle sue pendici troviamo: su un versante, il comprensorio di Bocca della Selva, nota località sciistica degli anni passati; sull’altro l’Oasi WWF di Guardiaregia. Per conquistare la cima esistono diversi modi, oggi si racconterà “la traversata integrale.” Dalla Sella del Perrone, noto quadrivio posto sulla SP331, ci si inoltra nella faggeta seguendo fin da subito la segnaletica Cai dai tipici colori bianco-rosso. La salita è piuttosto dolce nella prima parte del percorso per poi inerpicarsi più rapidamente nella seconda metà ma in generale senza mai impensierire troppo dal punto di vista tecnico rappresentando, invece, un buon allenamento. Dopo 2 chilometri di faggeta si giunge alla sella “macchia strinata” a quota 1500 m, il primo dei tanti punti panoramici che regala il M. Mutria. Si prosegue in cresta tra avvicendevoli passaggi dove i meravigliosi faggi nani fanno da tratto distintivo per questa montagna. Giunti a quota 1650 m si mantiene la sinistra procedendo fino alla cima posta a 1823 m. Dalla cima si prosegue in direzione SO con passo veloce ed attento data la tipologia di percorso fatto di erbai e roccette puntando verso Monte Palombaro che sarà raggiunto dopo 2.5 km di cammino. Pesco Rosito (punto finale di giornata) è ormai a portata di mano e dopo l’ultima faggeta, imboccata la sterrata a sinistra di chi cammina, si conclude la traversata. Trattandosi di un percorso NON ad anello è consigliabile, preventivamente, lasciare in località Pesco Rosito una vettura da utilizzare per ritornare al punto di partenza.

Difficoltà: EE Dislivello totale: +750 m

Distanza: 10.5 km Punto di partenza: Sella del Perrone, 1250 m slm.

Punto di Arrivo: Pesco Rosito, 1200 m slm.

Punti di interesse: macchia strinata, “faggeta nana”, Cappella San Antonio, Cappella San Nicola, cima del M. Palombaro, grotta del gesso.